NaGa


Il nome di questo gruppo milanese significa “serpente” e sta ad indicare un’antica razza di uomini-serpente presente nella religiosità e nella mitologia vedica e induista. I “naga” sono anche considerati spiriti della natura, protettori di fonti, pozzi e fiumi; portano la pioggia, e quindi fertilità, ma possono anche causare disastri come inondazioni e alluvioni. Secondo alcune leggende diventano pericolosi quando gli esseri umani danneggiano l’ambiente o mancano loro di rispetto. La scelta del nome non è casuale: l’interesse per la cultura orientale infatti caratterizza l’intera band e nel simbolo dell’uomo-serpente c’è tutto il suo messaggio musicale, dirompente e sensuale, forte e protettivo, solido ma sfaccettato. Il fatto che gli strumenti siano tre farebbe pensare alle formazioni post-punk degli anni ‘80 o addirittura, andando a ritroso, ai gloriosi power trio degli anni ‘60 e ‘70, tuttavia l’utilizzo dell’effettistica e le strutture armoniche e melodiche della band colloca il progetto in una dimensione più sofisticata e adulta, nella piena consapevolezza dello scenario musicale attuale. Tanti i punti di riferimento: dai Police ai Foo Fighters, dagli Skunk Anansie ai Nine Inch Nails, passando per il rock psichedelico. Il risultato è un suono diretto, duro ma mai violento: possiamo definirlo pop-noise. Il gruppo è attualmente composto da Lela Cortesi (voce), Claudio Flaminio (chitarre), Roberto Dragonetti (basso) e Marco Parano (batteria). Se Mina fosse nata nel 1983, ora sarebbe probabilmente la cantante dei NaGa. Infatti Lela ha una voce dalle innumerevoli sfaccettature: può essere aggressiva, dolce, sensuale, rabbiosa. Lela può essere vittima e carnefice… in una parola donna. Lela ha una forte passione per la cultura orientale, avendo vissuto per diversi anni in Cina, ma al tempo stesso il suo animo è anche intriso di tutte le tensioni contemporanee che emergono dalla moderna quotidianità. Il personaggio che ne viene fuori è proprio la rappresentazione stessa di un “naga”, una semi-divinità aggressiva, dai tratti orientali, ma dalle movenze femminili. La cantante diventa così l’immagine stessa del gruppo, una sorta di logo in carne ed ossa. Le chitarre sono la peculiarità del progetto: sia nella ritmica che nelle parti soliste si nota il gusto e la predilezione nel costruire atmosfere e scenari funzionali al pezzo. Il punto centrale è il suono giusto: la ricerca dell’atmosfera che permette anche solo con la ritmica di dare identità e forza al brano senza ricorrere all’ausilio dei synth. Claudio Flaminio è la mente e il vero motore del gruppo, essendo l’autore sia delle musiche che dei testi, nonché il regista di quasi tutto l’impianto sonoro della band. La sua profonda cultura musicale e la fame di nuovi orizzonti sonori lo portano a sperimentare e ricercare di continuo espressioni in linea con il mondo attuale senza ricalcare o riproporre linguaggi già in uso. Il basso risulta solido ma agile allo stesso tempo, e sostiene la ritmica dei brani con personalità e scelta precisa dei suoni. Il cinque corde permette inoltre di lavorare anche sulle basse frequenze, dando più corpo e profondità al sound. La batteria, asciutta, diretta, quasi essenziale, sorregge l’edificio sonoro in modo sicuro, dando così maggiore libertà agli altri strumenti di muoversi all’interno del tessuto musicale. Nel 2013 è avvenuto l’esordio discografico dei NaGa con l’album Voglie diverse (autoproduzione). Nell’autunno 2015, dopo alcuni mesi di pausa determinati dal cambio di bassista, il gruppo è rientrato in studio per registrare alcune nuove canzoni composte da Claudio. Il 19 novembre è stato pubblicato Salutami Damasco (La locomotiva), il singolo al quale hanno partecipato Shadi Ali e Maen Rajab, due musicisti siriani appartenenti ai Gene. Se vuoi conoscere tutta la storia di Salutami Damasco clicca qui. Oltre alla release digitale, il brano è stato anche stampato su cd in tiratura limitata e numerata da 1 a 333.
A distanza di un anno, il 23 novembre 2016, è stato pubblicato il nuovo singolo Nel ghetto: si tratta del brano inciso nel 1977 da Alberto Radius, contenuto nell’album Carta Straccia  (CGD). Alla registrazione ha partecipato lo stesso Radius, che ha curato tutte le parti principali di chitarra. Il singolo verrà rilasciato solo in forma digitale, distribuito da Believe.

http://www.nagaband.com







Discografia


Voglie diverse

Salutami Damasco

Nel ghetto


Interviste


Intervista del 1 ottobre su Point & Comma Music

I NaGa rispondono alle domande di Matteo Michelini
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Intervista del 19 novembre su Radio Budrio

Claudio Flaminio a Decollo Immediato, la trasmissione di Marco Cavalli
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Galleria


NaGa (vecchia formazione)
NaGa in concerto - Lela
NaGa in concerto - Lela
Il logo
Il logo
NaGa in concerto
NaGa in concerto
NaGa in concerto
NaGa in concerto
NaGa in concerto
Voglie diverse
1, 2, me - Backstage video
NaGa in concerto - Claudio e Lela