|
|
|||
|
|
|||
|
Tras os montes
Canzone per Bea Quel giorno Canzone con dito medio Nessuna chieda Ridere Morecambe Bay Falsa cronaca dell'abbandono Tuo per sempre Se guardo bene |
|||
|
Canzone per Bea
(testo e musica di S. Giaccone) E son diventato l'uomo dell'indugio Ho una bella camera Ho una bella camera |
|||
|
Quel giorno
(testo e musica di S. Giaccone) E arriva quel giorno che capisci il silenzio giorni bruciati e il colore rimasto è il nero E arriva quel male di alzarsi al mattino e pensare che il numero è zero E arriva quel gelo che rimane come avanzo di una festa o di un lento sparire E mentre scrivi le cose che canti E arrivano parole come salutarsi per poco e invece sono anni che ti aspettano per anni E tutto quel che hai è quel riflesso d'estate sulla tua bottiglia, in un campo di grano E tutto quello che vorresti non l'avrai tutto quello che vuoi non c'è E intanto che ci penso E intanto che ci penso |
|||
|
Canzone con dito medio
(testo e musica di S. Giaccone) Mi fermerò sul ponte e chiamerò i pesci di Portogallo e di Spagna di Peppino Impastato, di Pasolini e di Saigon La parola "Pace" offesa ai balconi si fa ricordo d'un verso si fa ricordo di un monito oscuro Han messo fiori su ogni tomba del regno il monumento al lavoro riaperto d'incanto si ricicla il danaro, si ricicla il croupier comici in divisa bevono il the Non sarete mai abbastanza liberi, per scucire i vostri vestiti da fessi così le star cantavano al pubblico in basso, al buio voi ci salverete, voi ci restituirete il futuro e la topa
Vi manderemo le nostre sorelle più belle,
per un grammo di gloria I contabili del rock e imbrattacarte a
noleggio, canteranno i vostri svenimenti Equipaggi ubriachi incollati alla notte,
addormentati al volante Finalmente a Ginevra, finalmente a
Belgrado, finalmente a Milano Ci ritroveremo come nemici fedeli, alle
tue nozze d'argento Mi fermerò sul ponte e chiamerò i pesci di
Portogallo e di Spagna |
|||
|
Nessuno chieda
(testo e musica di S. Giaccone) Nessuno chieda il permesso di entrare in una morte a vent'anni a questo sangue in comune a questo morire da cani un salto veloce dai compagni una parola dolce nel cuore a quella lurida piazza dove un ragazzo muore Nessuno chieda il permesso d'entrare Nessuno chieda il permesso di entrare |
|||
|
Ridere
(testo e musica di S. Giaccone) Oggi c'è caldo, oggi c'è vento le strade son piene di speranze mal spese d'immondizia e di cuori, di bestemmie e sirene e viene da dirsi e viene da fare
Rotolando ubriaco come un vecchio giornale
Dire di sì, dire di no (rit.)
E tutti attorno
sembrano in posa |
|||
|
Morecambe Bay
(testo e musica di S. Giaccone) La notte del 9 febbraio 2004, ventuno immigrati clandestini di origine cinese muoiono affogati al largo di Morecambe Bay, Gran Bretagna, mentre raccolgono frutti di mare per i ristoranti di lusso sullla costa. Guadagnano una sterlina a notte. I loro nomi restano sconosciuti. Nessuno reclama i corpi. La vita di un uomo, la vita di una donna è leggera la trovi in silenzio la trovi annegata nel più svenduto dei giorni e va a picco come sasso gettato, come miseria Di notte a febbraio al largo di una costa mai vista non è facile scappare non è facile rinunciare sei solo, con altri cento, solo quel nome e quell'odore di treno che nessuno conosce Cinque notti e cinque sterline un altro è già in fila che aspetta sull'auto dei capibastone, Morecambe Bay in questo posto che affonda nella marea senza darci speranza, senza darci un segnale Venti corpi ci avanzano stanotte venti sacchi senza destinatario il mittente è a casa di Dio la partita va in onda in perfetto orario nel più svenduto dei giorni e va a picco come sasso, come miseria [torna all'inizio della pagina] |
|||
|
Falsa cronaca
dell'abbandono
(testo e musica di S. Giaccone) L'amore saluta dal suo nido di terra negli antiquati passi di danza il tuonare del nostro passato riempirà di sale il triste racconto
I resti mortali, nudità agli
specchi Sognerei i tuoi fianchi di
nuovo Quali nomi chiamerai
d'inverno o d'agosto |
|||
|
Tuo per
sempre
(testo originale e musica di John Doe / testo italiano di S. Giaccone) L'acqua salata copre la sabbia più fine del sangue come quella di casa un colore del mare sulla mia mano non piangerò quando andrai lontano Scrivimi cara due parole per me fammi un disegno dimmi dove sei tuo per sempre risponderò Le tue piccole storie che ti porti appresso tutta la vita ci cerchi dentro te stesso portami a casa o io porto te mettiti a letto metti a letto anche me Scrivimi cara due parole per me fammi un disegno dimmi dove sei ti penso dove sei tuo per sempre risponderò [torna all'inizio della pagina] |
|||
|
Se guardo bene
(testo e musica di S. Giaccone) Se guardo bene c'è come una pietra consumata l'affondare di questa nave occupata, se guardo bene Seduto all'alba in stazione una voce annunciava le partenze e ogni treno andava bene e ogni treno andava bene Scusa se penso alle tue parole ma è nella foresta della tua voce che hai sepolto il sale del nostro viaggio hai scambiato la mia fretta per coraggio E quella nuvola tra i palazzi era la carta strappata via dai muri e ho avuto mille amori e cento scarpe Se guardo bene il quadro è sempre stato lì un po' storto e un po' sbiadito e forse anche le bandiere erano finte, dipinte Se guardo bene c'è che non posso spostarmi sempre per scansare i delfini naufragati che se l'autunno ha preso piede si faccia solo quello che ci conviene (rit.) [torna all'inizio della pagina] |
|||
|
|
|||
| La Locomotiva © 2005 tutti i diritti riservati | |||